La vittoria ha molti padri; La sconfitta uno solo.

Il tiro allo “Schettino” sta diventando specialità olimpica e,senza minimizzare le gravi mancanze,non mi attira molto.

Le notizie,i media,parlano alla pancia di tutti noi alternando racconti intrisi di giusta paura all’untore marino contrapposto “all’eroe” buono ovvero al capitano coraggioso che si è assunto la  responsabilità di risolvere la situazione e che,con misura e buon senso,ha chiesto di non essere incensato e mitizzato.
Ha ragione,ha perfettamente ragione e nella sua normalità sposta l’attenzione ad un malcostume fin troppo diffuso.

Il capitano Schettino incarna una figura che molti conosciamo e visceralmente non amiamo ma che ci accomuna:

#ilmionemico

Il ruolo del comando, l’ambito,ben remunerato,riconosciuto ed ammirato  ruolo che,per dovere di buona senso,richiede dura gavetta,determinazione e particolari capacità.
Una domanda ha viaggiato sottopelle a molti:ma chi lo ha assunto,selezionato,promosso a tale importante incarico?
Non vi è dubbio che abbia messo in luce tutto questo,per arrivare a tale risultato ma quando  l’evidenza dei fatti ha mostrato comportamenti…non consoni,per non voler infierire,il gigante ammirato rimane solo perchè su di lui si scaglia la rabbia.
Mi permetto una riflessione ed un legittimo dubbio,dopo tutto ciò che è stato visto,documentato,vivisezionato e rivisto di nuovo.
possibile sia l’unico colpevole?