una Italia  in mente –

i pochi che detengono troppo potere sono destinati a capitolare miseramente. Realta` che la storia ha sempre dimostrato anche se sembra che i pochi, sovente, dimentichino questa vitale “regoletta”.
L’introduziine di norme  non solo eque ma di “prospettiva”  potrebbe ridare  una  minima ma nuova  credibilità ad una classe politica incapace di rendersi conto che non vi sono alternative o ritorna a far parte della vita delle persone altrimenti,questa classe politica dovra` cedere il passo ad una di nuova.
I  professionisti della politica devono diventare tali con tanto di Partita Iva,di fatture emesse ,di irpef versato e di anticipi i primi servitori dello Stato dovranno d’ora in poi essere pagati e assoggettati a contratti nazionali del lavoro esattamente come impiegati pubblici con salario compreso tra i 1500 e i 2000 euro al mese. Il solo Capo dello stato costa centinaia di milioni di euro. Ciò di cui ha bisogno questo paese:Leggi concrete, immediate e retroattive. Ci presentiamo come lo Stato delle riforme strutturali ma siamo considerati a livello internazionale “chiacchiere inconcludenti” su ciò che veramente serve. Siamo privi di una strategia e siamo costretti a sottostare a decisioni di chi in Europa ha le idee chiare e mette in campo risorse attive e strettamente controllate dalla “capitale mittente”. Crediamo ancora che vivere sugli allori dello Stato fondatore sia qualcosa di concreto ma il tempo trascorre e cambia inesorabilmente gli equilibri come dimostra il recente caso Polonia. Le istituzioni debbono tornare ad essere un faro, la loro specchiata reputazione deve essere contaminante, la sobrietà diventi una regola che faccia crescere la coscienza collettiva, si evidenzino le eccellenze in ogni campo e si estirpino gli attuali modelli fatti di effimera vacuità. E da questi modelli trarranno spunto i media che renderanno realtà e quotidianità i valori di cui siamo portatori e ideatori grazie ad una civiltà che ci ha resi unici. Lavorare sulle privatizzazioni che non si basino su principi di cassa ma cerchino una gestione parsimoniosa delle risorse di cui tutti godranno. Razionalizzare, migliorare, ottimizzare e riordinare: questi debbono essere i sinonimi delle privatizzazioni partendo proprio da ciò che lo Stato sa gestire peggio ovvero le municipalizzate. Rendere privati i servizi, sotto una accorta ed imparziale attenzione delle istituzioni, dovrà servire a rendere più snelli, economici e vicini gli stessi ai reali fruitori. Sempre su questa linea si procederà vendendo (non svendendo) anche i Palazzi anacronistici e costosissimi a partire dall’inutilità del Palazzo del Quirinale, la Tenuta Presidenziale di Castelporziano, Villa Rosebery, Palazzo Chigi, Palazzo Madama e tutti gli enormi sprechi perpetrati sino ad oggi. Sobrietà, moderazione e controllo innanzitutto. Non abbiamo bisogno di mostrare a nessuno cosa sia l’Italia, di sbandierare il prestigio ed i fasti della nostra millenaria storia: il mondo intero la conosce meglio di noi. Utilizziamo sin da subito al meglio le immense forze che abbiamo sino ad oggi sperperato. Si utilizzino i Corazzieri per incarichi di pubblica, si impieghi il sonnolento esercito per le strade per prevenire fatti di criminalità. L’Italia ha bisogno degli italiani e di chiunque La ami e creda in Lei. Se le forze che ognuno di noi metterà in campo saranno veramente a disposizione del prossimo allora non saranno “fatiche” ma “investimenti” in un futuro radioso. L’Italia ha conosciuto benessere e guerra, altruismo e individualismo, libertà e giogo ma ha sempre messo in campo sudore e senso del dovere dimostrando di saper primeggiare. Tutto questo sarà possibile presto, già domani o da adesso se sapremo spogliarci degli abiti che abbiamo indossato senza sentirli nostri, dalle bandiere che abbiamo sventolato ma che non hanno mai veramente sposato i nostri ideali. Non abbiamo bisogno di democristiani, socialisti, repubblicani, destra, sinistra. Abbiamo bisogno di essere ascoltati, presenti. La guerra e` finita e bisogna ricostruire.